Spesso, dopo la firma di un rogito, l’euforia del nuovo acquisto lascia il posto a un sottile senso di incertezza: è il momento in cui ci si ritrova davanti a una parete bianca, quel rettangolo di intonaco che attende un’identità. Una casa non è fatta solo di metri quadri e certificazioni energetiche, ma di quell’atmosfera che si crea una volta chiusa la porta.
Per questo motivo, Giovanni Lugli, di L’immobiliare.com e founder di Re4Com, ha scelto di confrontarsi con chi dell’anima delle pareti si occupa da quasi quarant’anni: Sergio Mandelli.
Gallerista e consulente d’arte, Mandelli collabora con noi per spiegare come l’arte non sia un semplice accessorio, ma il completamento essenziale di un immobile di qualità.
In questa intervista vediamo come il supporto di un esperto d’arte possa fare la differenza nel trasformare una casa in un luogo di benessere.
Il profilo: Sergio Mandelli
Prima di entrare nel merito della consulenza, ripercorriamo le tappe fondamentali della carriera di Sergio Mandelli:
- Il gallerista: Dopo aver collaborato per un decennio con una delle più prestigiose gallerie di Milano, nei primi anni 2000 fonda Mandelli Arte, una realtà in cui vengono presentati artisti famosi accanto ad altri che non hanno ancora conosciuto la giusta collocazione nel mercato.
- L’attività curatoriale: Nel corso del tempo ha curato numerose mostre, personali e collettive, collaborando con istituzioni pubbliche e private, presentando artisti come Nick Ut, Omar Galliani, Ugo Nespolo, Tino Stefanoni, Davide Coltro, Renata Boero, Umberto Mariani, Giuseppe Veneziano, Giorgio Albertini, Paco Minuesa e tanti altri, oltre a coltivare una particolare predilezione per l’arte aborigena australiana.
- La divulgazione: dal 2012 realizza la rubrica “Praline. Prelibatezze dal mondo dell’arte”, costituita da brevi video monografici dedicati ad artisti moderni e contemporanei. Il format, unico e innovativo, di cui sono state realizzate finora 112 puntate, lo rende uno dei precursori della divulgazione artistica in rete.
- Lo scrittore: già autore di libri di poesia, in “Il senso dell’opera d’arte”, apparso in seconda edizione nel 2026, raccoglie le idee sull’arte maturate nell’arco di circa cinquant’anni, caratterizzate da sorprendente originalità.
Sergio, partiamo dal principio. Al di là del valore di mercato, a cosa serve davvero l’arte quando si parla di abitare o vendere una casa?
“È la ciliegina sulla torta. Una casa può essere bellissima e rifinita in ogni dettaglio, ma resta spesso il problema delle pareti vuote. Nella maggior parte delle persone il vuoto genera un senso d’ansia o di incompiutezza. L’arte interviene proprio qui: occupa lo spazio per rendere l’abitazione più gradevole e accogliente. In una parola, rende più agevole e armonioso l’abitare.”
Oggi l’offerta è vastissima, specialmente online. In questo scenario, come si deve orientare chi ha appena acquistato un immobile?
“Questo è un punto cruciale. Su internet circolano milioni di proposte, ma proprio per questa abbondanza la figura del consulente è diventata indispensabile. Serve uno ‘skipper’ capace di guidare il cliente in questo mare, evitando che ci si lasci affascinare da una scelta impulsiva o, peggio, che si facciano errori sulla valutazione dei prezzi. La mia attività oggi è soprattutto consulenza: non propongo solo opere, ma aiuto a scegliere quella giusta per quello specifico ambiente e per quella specifica persona.”
Si dice che l’arte possa influenzare il clima di un ufficio o di una sala riunioni. È una suggestione o c’è una base concreta?
“È psicologia pura. I colori e le forme influiscono direttamente sul carattere e sull’umore. Mi è capitato di curare l’ufficio di un cliente in centro a Milano: invece di puntare su una firma famosa solo per ostentare prestigio, abbiamo scelto un’opera su misura che trasmettesse calma, legata alla sua passione per il mare. Oggi quel cliente mi riferisce che le sue riunioni sono diventate più pacificate. Se in una sala riunioni si mettono quadri dai colori troppo aggressivi, non bisogna stupirsi se la tensione aumenta. L’arte ha una funzione pratica fondamentale.”
Per chi deve arredare una casa nuova, quali sono i pilastri da seguire per non commettere errori?
“Il primo consiglio è quello di guardare molto, per educare il proprio gusto e capire cosa risuona con noi. Il secondo è affidarsi a un consulente che conosca il mercato e sappia suggerire il nome giusto, andando oltre la moda del momento. Infine, consiglio di puntare sempre sul benessere personale e non solo sul prestigio della firma. È preferibile vivere con un’opera di un artista meno noto che ci trasmetta serenità, piuttosto che con un pezzo celebratissimo che però risulta disturbante nello spazio quotidiano.”
Il valore della consulenza d’arte nell’immobiliare
L’esperienza di Sergio Mandelli dimostra come la scelta di un’opera d’arte non sia un vezzo estetico, ma una decisione che impatta sulla qualità della vita quotidiana e sul valore percepito dell’immobile.
“Non mi interessa vendere un quadro perché è di moda. Mi interessa che chi lo
compra possa guardarci dentro ogni giorno e trovarci un motivo di pace. Un gallerista che non si cura del benessere del suo cliente è solo un logista di lusso.”
Conclusione
Oggi, dopo quasi quarant’anni di attività, Sergio Mandelli continua a vedere le pareti bianche non come vuoti, ma come spazi da valorizzare. La sinergia tra consulenza immobiliare e consulenza d’arte permette di trasformare una casa in un’identità abitativa.
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